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21/04/2020

Una marea di fiori nei meleti dell’Alto Adige

I turni di notte dei melicoltori

In queste settimane, i meli stanno sfoderando tutto il loro splendore. È un sovrapporsi ininterrotto di fiori grandi o piccoli, bianchi o rosa, aperti o chiusi. I meleti altoatesini si estendono su un totale di 18.400 ettari, distribuiti fra i 200 e i 1.000 metri di quota, e in questi giorni sono avvolti in un immenso manto bianco di fiori profumati. Ma è anche un periodo assai delicato, poiché quei fiori sono molto sensibili al gelo, ed è proprio adesso, in primavera, che il lavoro degli agricoltori può decidere sul successo del raccolto.

Non tutti i fiori sono uguali. Sapevate che le infiorescenze dei meli sono diverse a seconda della varietà coltivata? È vero che buona parte delle mele a marchio “Alto Adige IGP” hanno fiori bianchi, ma alcune si differenziano: se la varietà Granny Smith, ad esempio, ha infiorescenze grandi e bianche, quelle della Breaburn sono piccole e con riflessi rosa. Nelle nuove varietà a polpa rossa, poi, sono rossi anche i fiori.

Per proteggere le infiorescenze – e quindi il raccolto – dai danni del gelo, è essenziale che quando la temperatura notturna scende sotto lo zero, ci sia l’intervento tempestivo dei frutticoltori. In che cosa consiste? In pratica, in caso di gelata si accendono gli irrigatori, in modo che l’acqua ricopra i fiori, e gelando li avvolga in un manto protettivo. Il ghiaccio, infatti, cristallizzandosi sviluppa sul lato interno un calore latente. In questo modo, la temperatura non scende sotto il punto di congelamento, conservando intatta l'integrità del fiore. Dove non è possibile l’irrigazione, si ricorre a candele di paraffina per aumentare la temperatura tra i filari dei meleti, salvando così i fiori dal gelo.

Nelle lunghe notti di gelata, che sovente si verificano per diversi giorni consecutivi, è importante il senso di solidarietà e la collaborazione fra i frutticoltori: si stabiliscono dei turni di guardia, e tenendo costantemente sotto controllo la temperatura, si allertano i colleghi non appena questa scende sotto il punto di congelamento. Quando risuona l’allarme gelo – una sirena ben udibile – ogni agricoltore sa che deve alzarsi dal letto e attivare l’irrigazione. Ciò può comportare diverse notti in bianco, ma per salvare il raccolto ne vale sempre la pena.

I frutticoltori altoatesini lavorano con dedizione, giorno e notte, per fare arrivare quasi tutto l’anno le mele dell’Alto Adige sulla vostra tavola.
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